Statuto

  • Art. 1 - COSTITUZIONE
  • E’ costituita l’Associazione di volontariato avente la seguente denominazione: “UNA GOCCIA D’AMORE PER L’AFRICA ONLUS”, organizzazione non lucrativa di utilità sociale” in breve denominabile anche come “U. G. DA. P. LA. ONLUS”.

  • Art. 2 - SEDE
  • L’Associazione ha sede in Torino, Piazza Muzio Scevola n. 2; il cambio di indirizzo può essere effettuato con delibera del consiglio direttivo.
    Su richiesta di un numero di soci che rappresenti almeno il 51% della totalità dei soci o laddove si dimostri necessario può essere costituita una sede periferica. Per la modalità costitutive ed organizzative si rinvia a successivo regolamento che sarà emanato dal consiglio direttivo.

  • Art. 3 – OGGETTO E SCOPO
  • 1 L’Associazione svolgerà attività esclusivamente nei settori dell’assistenza sociale e sanitaria, assistenza sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, tutela dei diritti civili e ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente, ovvero da essa affidata ad università, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalità da definire con apposito regolamento governativo..
    In particolare l’Associazione ha per scopo lo svolgimento di attività di volontariato, prestata dagli associati in modo personale, spontaneo e gratuito senza fini di lucro, anche indiretto, ai fini di sensibilizzare sulle problematiche legate al sottosviluppo ed agli squilibri del terzo mondo, formulare e realizzare programmi di cooperazione a favore delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, beneficenza, istruzione e formazione delle popolazioni in loco.
    2 A tal fine l’Associazione si propone di:
    promuovere e organizzare, la raccolta di denaro, merci e servizi da destinare a favore delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo;
    promuovere e organizzare, mediante incontri, dibattiti, iniziative scientifiche, congressi e corsi di formazione sanitaria;
    favorire le iniziative culturali che abbiano come finalità la diffusione delle informazioni atte a migliorare la prevenzione, l’assistenza e la cura del delle malattie e dei problemi che affliggono i paesi in via di sviluppo;
    stimolare la ricerca scientifica sulle cause e la cura del e dei problemi che affliggono i paesi in via di sviluppo;
    privilegiare la collaborazione con altre associazioni e gruppi scientifici aventi scopi simili;
    aderire al progetto federativo delle associazioni regionali che abbiano adottato integralmente il presente articolo nel loro statuto;
    fondare una rivista per la divulgazione delle informazioni e dei problemi che affliggono i paesi in via di sviluppo;
    A tali fini, l’associazione si propone la relazione con le istituzioni.
    Per l’attuazione del proprio scopo, l’associazione potrà intraprendere attività commerciali e produttive marginali ai sensi dell’articolo 5, primo comma, lettera g, Legge 11 agosto 1991 numero 266 e nel rispetto del Decreto Ministeriale 25 maggio 1995.

  • Art. 4 - PATRIMONIO ED ENTRATE
  • 1. Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili e immobili che pervengono all’associazione a qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche, dagli avanzi netti di gestione.
    2. Per l’adempimento dei suoi compiti l’associazione dispone delle seguenti entrate:
    dei versamenti effettuati dai fondatori originari, dai versamenti ulteriori effettuati da detti fondatori e da quelli effettuati da tutti coloro che aderiscono all’associazione;
    dei redditi derivanti dal suo patrimonio;
    degli introiti realizzati nello svolgimento della sua attività.
    3. Il consiglio direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto dell’adesione all’associazione da parte di chi intende aderire all’associazione.
    4. L’adesione all’associazione non comporta obblighi di finanziamento e di esborso ulteriore rispetto al versamento originario. E’ comunque facoltà degli aderenti dell’associazione di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari.
    5. I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità, fatto salvo il versamento minimo come sopra determinato, e sono comunque a fondo perduto: in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’associazione, né in caso di morte, di estinzione, di recesso o di esclusione dall’associazione, può pertanto farsi luogo alla ripetizione di quanto versato alla Associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.
    6. Il versamento non crea altri diritti di partecipazione, e segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare né per successione a titolo universale.

  • ART. 5 - SOCI
  • 1. Sono soci dell’associazione:
    i fondatori;
    gli iscritti che ne condividono le finalità;
    2. L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
    3. L’adesione all’associazione comporta per l’associato di maggiore età il diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.
    4. Sono fondatori coloro che partecipano alla costituzione dell’originario fondo di dotazione dell’associazione stessa.
    5. Sono soci dell’associazione coloro che aderiscono all’associazione nel corso della sua esistenza.
    6. Gli Enti di diritto pubblico e privato possono aderire all’associazione e partecipare alla vita associativa in tutte le sue espressioni con un rappresentante formalmente delegato.
    Chi intende aderire all’associazione deve rivolgere espressa domanda al consiglio direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’associazione si propone e l’impegno ad accettarne e osservarne statuto e regolamenti.
    Il consiglio direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento (per il computo di detto periodo si applicano peraltro le norme circa la sospensione feriale dei termini giudiziari): in assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto si intende che essa è stata respinta. In caso di diniego espresso, il consiglio direttivo non è tenuto a esplicitare la motivazione di detto diniego.
    Chiunque aderisca all’associazione può in qualunque momento notificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’associazione stessa; tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il consiglio direttivo riceva la notifica della volontà del recesso.
    In presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’associazione può essere escluso con deliberazione del consiglio direttivo. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata. Nel caso che l’escluso non condivida le ragioni dell’esclusione, egli può adire il collegio arbitrale di cui al presente statuto; in tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa fino alla pronuncia del collegio stesso.

  • Art. 6 – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
  • 1. Sono organi dell’associazione:
    l’assemblea degli aderenti all’associazione;
    il presidente del consiglio direttivo;
    il vice presidente del consiglio direttivo;
    il consiglio direttivo;
    il segretario del consiglio direttivo;
    il tesoriere; - le cariche di segretario e tesoriere possono essere ricoperte dalla medesima persona –
    il collegio dei revisori dei conti ove l’assemblea deliberi di nominarlo;

  • Art. 7 - ASSEMBLEA
  • 1. L’assemblea è composta da tutti gli aderenti all’associazione. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno entro il 31 marzo per l’approvazione del rendiconto economico finanziario.
    2. Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell'ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 15 giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera espresso o raccomandata, telegramma, fax).
    3. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei soci; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 2, alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l'assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione.
    4. In prima convocazione l'assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro socio. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega.
    5. Ciascun socio non può essere portatore di più di tre deleghe.
    6. Le deliberazioni dell'assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti.
    Essa inoltre in sede ordinaria:
    provvede alla nomina del consiglio direttivo, del presidente e del vice presidente dello stesso;
    delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’associazione;
    approva i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’associazione;

    approva il bilancio preventivo;

    approva il bilancio consuntivo;

    In sede straordinaria:
    delibera sulle modifiche al presente statuto;
    delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’associazione e la devoluzione del suo patrimonio ai sensi dell’articolo 18 del presente statuto.
    L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio direttivo, in sua assenza o impedimento, dal Vicepresidente.

  • Art. 8 - CONSIGLIO DIRETTIVO
  • 1. L’associazione è amministrata da un consiglio direttivo composto, a scelta dell’assemblea, da un minimo di tre a un massimo di dodici componenti, compresi il presidente, il vice presidente e il tesoriere che vengono nominati dall’assemblea stessa all’atto della nomina del Consiglio. Il Consiglio direttivo ha tutti i poteri di straordinaria amministrazione che può delegare al Presidente del Consiglio Direttivo.
    2. I membri del consiglio direttivo durano in carica per tre anni e sono rieleggibili.
    3. Ove per dimissioni, decadenza o altro impedimento, il numero dei componenti il Consiglio direttivo si riduca oltre la metà dei membri eletti dall’assemblea, l’intero Consiglio decadrà automaticamente e si dovrà procedere ad una nuova nomina.
    4. Il Consiglio direttivo convoca l’assemblea, predispone il rendiconto economico-finanziario annuale, attua i programmi indicati dall’assemblea, delibera sulla accettazione, decadenza, dimissione degli aderenti all’associazione.
    5. Il Consiglio direttivo nomina altresì il segretario ed il tesoriere.
    6. Il Consiglio direttivo delibera a maggioranza dei consiglieri presenti.
    7. Dalla nomina a consigliere non consegue alcun compenso, salvo il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni dell’ufficio ricoperto.

  • Art. 9 - PRESIDENTE
  • 1. Al presidente dell’associazione spetta la rappresentanza dell’associazione stessa di fronte ai terzi e anche in giudizio.
    2. Al presidente dell’associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’assemblea e dal Consiglio direttivo, al quale comunque il presidente riferisce circa l’attività compiuta, l’ordinaria amministrazione dell’associazione e la straordinaria amministrazione nei limiti della delega conferitagli dal Consiglio direttivo.
    3. Il presidente convoca e presiede l’assemblea, il Consiglio direttivo e il comitato esecutivo, cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’associazione, verifica l’osservanza dello statuto e dei regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
    4. Il presidente cura la predisposizione del rendiconto da sottoporre per l’approvazione, al Consiglio direttivo e poi all’assemblea, corredandoli di idonee relazioni.

  • Art. 10 - VICE PRESIDENTE
  • 1. Il vice presidente sostituisce il presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. Il solo intervento del vice presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del presidente.

  • Art. 11 - COMITATO ESECUTIVO
  • 1. Il comitato esecutivo può essere costituito nel caso in cui il Consiglio direttivo sia composto da più di sette membri ed è composto dal presidente, dal vice presidente, dal segretario, dal tesoriere e da tre consiglieri designati dal Consiglio direttivo.
    2. Il comitato esecutivo esplica le attribuzioni ed i compiti affidategli dal Consiglio direttivo.
    3. Per le convocazioni delle adunanze del comitato esecutivo e per la validità delle relative deliberazioni si applicano, ove compatibili, le norme previste nel presente statuto per le adunanze del Consiglio direttivo.

  • Art. 12 - SEGRETARIO
  • 1. Il segretario, che viene eletto dal Consiglio direttivo, svolge la funzione di verbalizzazione delle adunanze dell’assemblea, del Consiglio direttivo e del comitato esecutivo e coadiuva il presidente e il consiglio direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive che si rendano necessarie o opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’associazione.
    2. Il segretario cura la tenuta del libro dei verbali delle assemblee, del Consiglio direttivo, del comitato esecutivo nonché del libro degli aderenti all’associazione.

  • Art. 13 - LIBRI DELL’ASSOCIAZIONE
  • 1. Oltre alla tenuta dei libri prescritti dalla legge, l’associazione tiene i libri delle adunanze e delle deliberazioni dell’assemblea, del Consiglio direttivo, del comitato esecutivo e dei revisori dei conti, nonché il libro degli aderenti all’associazione.

  • Art. 14 - TESORIERE
  • 1. Il tesoriere cura la gestione della cassa dell’associazione e ne tiene la contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone dal punto di vista contabile, il rendiconto accompagnandolo da idonea relazione contabile.

  • Art. 15 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
  • 1. Il collegio dei revisori dei conti, ove l’assemblea reputi opportuno nominarlo, si compone di tre membri effettivi e di un supplente, che subentra in ogni caso di cessazione di un membro effettivo.
    2. L’incarico di revisore dei conti è incompatibile con la carica di consigliere.
    3. Per la durata in carica, la rieleggibilità e il compenso valgono le norme dettate nel presente statuto per i membri del consiglio direttivo.
    4. I revisori dei conti curano la tenuta del libro delle adunanze dell’assemblea, del Consiglio direttivo e del comitato esecutivo, con facoltà di parola ma senza diritto di voto, verificano la regolare tenuta della contabilità dell’associazione e dei relativi libri, danno pareri sui rendiconti.

  • Art. 16 - RENDICONTO ECONOMICO FINANZIARIO
  • 1. Gli esercizi dell’associazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.
    2. Entro il 28 febbraio di ciascun anno il Consiglio direttivo è convocato per la predisposizione del rendiconto dell’esercizio precedente da sottoporre all’approvazione dell’assemblea che deve essere convocata per l’approvazione entro il 31 marzo.
    3. I rendiconti debbono restare depositati presso la sede dell’associazione nei quindici giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura.

  • Art. 17 - AVANZI DI GESTIONE
  • 1. All’associazione è vietato distribuire anche in modo indiretto utili o avanzi di gestione comunque denominati nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura.
    2. L’associazione ha obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

  • Art. 18 - SCIOGLIMENTO
  • 1. In caso di suo scioglimento, per qualunque causa, l’Associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1196 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

  • Art. 19 - CLAUSOLA COMPROMISSORIA
  • 1. Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa a giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti: in mancanza di accordo la nomina dell’arbitro sarà provveduta dal Presidente del Tribunale della sede dell’ associazione.

  • Art. 20 - LEGGE APPLICABILE
  • 1. Per disciplinare ciò che non sia previsto nel presente statuto, si deve far riferimento alle norme in materia di enti contenute nel libro I del Codice Civile e in subordine, alle norme contenute nel libro V del Codice Civile.